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Sabato 6 Febbraio 2010 - ore
18.30
nell'ambito del ciclo
"Incontri con l'autore"
a cura di Elisa Robino
presentazione del libro
LA MIA BONIFICA di Giovanni Lafirenze
sul recupero di residuati bellici in Italia
Florestano Edizioni, Bari
presso la sede di Federico II Eventi -
via Latilla, 13

Durante la serata
interverranno:
Angela Milella, giornalista;
il dott. Michele Spadavecchia, ricercatore storico;
il prof. Matteo D'Ingeo, coordinatore del movimento "liberatorio".
Letture dell'attore Michele Filipponio.
Ingresso libero.
Un mestiere pericoloso ma
poco conosciuto dal grande pubblico e una grande passione per la storia.
Ecco come nasce "La mia bonifica. Ordigni inesplosi nei conflitti
mondiali in Italia" (Florestano, pagg. 240, euro 20), originale
pubblicazione scaturita dalla penna di Giovanni Lafirenze, operatore Bcm
(Bonifica campi minati), trent’anni passati a scovare residuati bellici,
prima nell’esercito e poi al servizio di imprese specializzate, in giro
per la penisola. Un libro-cronaca, attraverso un peregrinare che ha
portato l’autore in decine di città italiane per fare il proprio lavoro,
emerge prepotentemente dallo sfondo la storia delle battaglie e dei
bombardamenti che hanno segnato il paesaggio dell’Italia e le vite degli
italiani. Anche
Vicenza ne fu toccata, e Lafirenze non tralascia di rievocare il
sacrificio della città, dedicando diverse pagine della sua opera alle
incursioni della Raf e dell’Usaaf che tra la fine del 1943 e la
primavera del 1945 distrussero scalo ferroviario, aeroporto, palazzi e
abitazioni e causarono centinaia di morti e feriti tra la popolazione
vicentina. Il capoluogo berico fu in buona compagnia: analoga sorte
toccò a Treviso, Padova, Verona, Porto Marghera, solo per restare in
Veneto e citare gli obiettivi strategici più importanti per l’aviazione
alleata. Ma ogni regione dovette pagare il suo tributo.
Lafirenze non limita i
suoi excursus storici agli eventi dell’ultimo conflitto mondiale:
descrive anche gli avvenimenti salienti della Grande Guerra, che
saturarono di materiale bellico migliaia di km quadrati dal Friuli al
Trentino, montagne vicentine comprese, e la nascita della bonifica
bellica subito dopo quel conflitto, affidata al Regio Esercito con
strumenti che allora si limitavano agli occhi dei militari incaricati,
una pala ed un piccone. Oggi la bonifica è molto più tecnologica, ma il
pericolo non manca: lo stesso Lafirenze è stato vittima di un grave
incidente, che lo ha tenuto in coma per otto giorni e lo ha costretto a
mesi di riabilitazione.
E gli episodi di ordinario
coraggio, dell’autore e dei suoi colleghi, sono numerosi nel libro,
scritto peraltro in una prosa semplice e priva di retorica: tra
esperienze dirette e segreti del mestiere, riflessioni personali
Lafirenze spiega e valorizza una professione capace di preservare vite
umane e vissuta come una missione. E fa capire chiaramente come le
guerre non finiscano mai con un trattato di pace.
Info:3483460826 |